“I veri grandi spiriti costruiscono, come le aquile, i loro nidi a grandi altezze, nella solitudine.” Arthur Schopenhauer Acquista Online su IlGiardinodeiLibri.it

venerdì 20 luglio 2018

Ritiro con Gabriela. Prenota subito!


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1.
1 GIORNATA INTERA nelle colline marchigiane- INSIEME A GABRIELA – 900 euro
Questo ritiro consisterà in 1 giornata d’immersione totale nel processo di risveglio totale (emotivo, mentale e spirituale)  e nella scoperta della missione.
In questo processo di 8 ore insieme a Gabriela scoprirai qual è il tuo scopo per il quale sei nato(a) e come potrai allinearti con la tua missione di vita. Imparerai a restare nell’ascolto della propria bussola, imparerai come domare il proprio ego e come tenerlo al servizio del tuo essere. Scoprirai chi profondamente SEI e sarai trasformata(o) a 360°, imparerai a conoscere te stessa(o).
Questo è una giornata fine settimana dove è tutto incluso,  il cibo, vito e alloggio, le attività laboratorio sono inclusi nel prezzo.
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2.
UN FINE SETTIMANA CON GABRIELA BALAJ nelle colline marchigiane – 1800 euro
Questo ritiro consisterà in 2 giorni di immersione totale nel processo di ri-sincronizzazione e nella scoperta della missione.
In questo processo di 16 ore insieme a Gabriela scoprirai qual è il tuo scopo per il quale sei nato(a) e come potrai allinearti con la tua missione di vita. Imparerai a restare nell’ascolto della propria bussola, imparerai come domare il proprio ego e come tenerlo al servio del tuo essere. Scoprirai chi profondamente SEI e sarai trasformato a 360°, imparerai a conoscere te stesso(a).
Questo è un fine settimana dove è tutto incluso,  il cibo, vito e alloggio, le attività laboratorio sono inclusi nel prezzo.
3.
1 GIORNATA CON GABRIELA BALAJ – 2200 EURO
In questo processo Gabriela visita casa tua e/o la tua azienda, villa, appartamento ecc. e si prende con una bussola goemantica le misurazioni e tutti i dati per iniziare i lavori di trasformazione. Gabriela ti farà compilare alcuni questionari e prenderà le misure con la sua bussola, in seguito ti fornirà la relazione scritta di varie pagine riguardo al feng shui dettagliato della casa e al tuo look. Inoltre in  questo processo di 8 ore insieme a Gabriela scoprirai qual è il tuo scopo per il quale sei nato(a) e come potrai allinearti con la tua missione di vita. Imparerai a restare nell’ascolto della propria bussola, imparerai come domare il proprio ego e come tenerlo al servio del tuo essere. Scoprirai chi profondamente SEI e sarai trasformata(o) a 360°, imparerai a conoscere te stessa(o).
4.
1 GIORNATA CON GABRIELA BALAJ – 800 EURO
In questo processo Gabriela visita casa tua si prende con una bussola goemantica le misurazioni e tutti i dati per iniziare i lavori di trasformazione della tua completa immagine. Preparati al cambiamento del tuo look.
Gabriela ti farà compilare alcuni questionari e prenderà le misure con la sua bussola, in seguito ti fornirà la relazione scritta di varie pagine riguardo al feng shui dettagliato al tuo look. La Consulenza d’Immagine aiuta a cambiare e valorizzare il tuo aspetto, migliorare la postura e lavorare sull’allineamento con la parte profonda. Come fuori così dentro e risulta armonia.
 Gabriela ti affianca nel momento in cui hai deciso di fare un cambiamento per creare uno stile personale, su misura e aumentare la tua autostima. Alla base, l’analisi dei colori naturali e della struttura corporea per costruire un’immagine armoniosa ed equilibrata, aderente allo stile di vita e alla tua personalità. Il servizio comprende l’ analisi, organizzazione e pianificazione del tuo guardaroba, seguendo il tuo gusto, le tendenze moda e il tuo lifestyle ovvero lo stile di vita. Gabriela insieme a te farà uno studio attento del tuo armadio per recuperare alcuni capi presenti, ripescare il vintage dimenticato e rivalutare capi che amavi ma pensavi non più indossabili. Gabriela ti aiuta a creare un tuo stile partendo dalla valorizzazione dei tuoi pregi, smussando e nascondendo  i tuoi difetti. Insieme faremo una lista degli acquisti per attualizzare, migliorare e rinnovare il tuo stile evitando di fare acquisti impulsivi. Perché a volte basta poco per ottenere tanto, insieme riusciremo a creare uno stile tuo che sia soprattutto UNICO.
Perché "La moda passa, lo stile resta." - Gabrielle Coco Chanel
Inoltre in  questo processo di 8 ore insieme a Gabriela scoprirai qual è il tuo scopo per il quale sei nato(a) e come potrai allinearti con la tua missione di vita. Imparerai a restare nell’ascolto della propria bussola, imparerai come domare il proprio ego e come tenerlo al servio del tuo essere. Scoprirai chi profondamente SEI e sarai trasformata(o) a 360°, imparerai a conoscere te stessa(o).
Gabriela Balaj
Autrice di libri su temi spirituali
Consulente Feng Shui. Blogger
Gabriela attualmente vive a Montegranaro nelle Marche, è stata la prima in Italia a portare al largo pubblico il tema delle fiamme gemelle.
La sua missione è quella di ripristinare L’ ARMONIA, LA PROFONDA VERITA’ DEL CUORE, l’equilibrio, andando a sanare nel profondo, aiutando le donne ad abbracciare il proprio divino femminile, e gli uomini ad abbracciare il loro divino maschile allo scopo di portare una solida e sana unione nelle relazioni. La sua mission è sostenere, preparare e aprire i percorsi ispirarando verso l'autenticità, la libertà e la gioia. Il mondo moderno di oggi è totalmente nello squilibrio e nella pazzia, ha bisogno di tornare a modelli di autenticità, di purezza, di originalità e di armoniosa semplicità. Il mondo di oggi ha un ritmo troppo serrato e costruito sulla finzione invece che sull'autenticità. Quando il mondo è costruito sulla finzione, la verità di una persona e la verità del mondo non possono emergere per essere conosciuti. Di conseguenza le persone (maschere) si isolano e sentono profondamente sconnesse dagli altri e molto carente, troppo affamate di affetto. Quando un essere umano è costretto ad inserirsi in una società conformandosi agli ideali sociali diventando persona-maschera, le sue emozioni vengono represse e perdono il contatto con il proprio essere autentico e con la loro innata conoscenza dell'universo in generale. Le fiamme gemelle sono qui per portare autenticità e ripristinare l’amore autentico. Gabriela Balaj aiuta ed indica come farlo.
Ulteriori info: gabrielabalaj@libero.it
Tel. +39 3283792308

giovedì 21 giugno 2018

Come “aggancia”un narcisista usando il ricalco


COME “AGGANCIA” IL NARCISISTA USANDO IL RICALCO
Chi ha studiato le tecniche di comunicazione di programmazione neuro linguistica sa che esistono quattro tipo di ricalo per entrare in sintonia con l’altro. Eccoli qui:
Ricalco Formale. Detto anche Rispecchiamento. Consiste nella riproduzione della comunicazione gestuale e nella postura del tuo interlocutore.
Ricalco Paraverbale. Consiste nella riproduzione degli stili di conversazione e nel tono di voce. Si usa non solo per entrare in semplice sintonia con l’interlocutore ma “agganciarlo”, sintonizzarsi sulla sua stessa frequenza EMOTIVA, per poi portarlo verso stati emotivi più congeniali ai propri obiettivi. E ricordate che l’obbiettivo del narcisista è quello di creare MALESSERE non certo benessere nella sua preda. La conseguenza natura di questa azione è il Ricalco Emotivo, ossia la riproduzione delle risposte emotive dell’interlocutore.
Ricalco Culturale. Si tratta di individuare e riprodurre il livello culturale dell’interlocutore. Ciò comprende il registro linguistico, la nozionistica (per quanto possibile), argomentazioni e idee.
Ricalco Verbale. Simile a quello culturale, ma coinvolge esclusivamente il parlato a livello della sintassi, del lessico e della morfologia.
UN NARCISISTA (uomo o donna che sia) conosce queste tecniche e le utilizza quasi tutte, soprattuto utilizza il ricalco emotivo per agganciare la sua preda. Prima la studia bene, per esempio se capisce che la sua preda ama le canzoni di un certo tipo oppure le immagini teneri di bambini o animaletti, userà quelle cose per ottenere una risposta dalla preda, per farsi agganciare, contattare.
Secondo me esistono varie sfumature di narcisismo, come esistono tantissimi toni di grigio, possiamo parlare però in linea di massima di due categorie, una molto pericolosa ovvero il narcisista perverso cronico patologico grave, crudele, e dai toni scurissimi e l’altra dai grigi chiari, dove la persona ha dei tratti molto sani contraposti a questo lato distruttivo che si riesce a tenere a bada. Di seguito descrivo attraverso le parole di chi ha avuto diretta esperienza con la prima categoria “il narcisista cronico” che è da evitare, allontanare.
Un narcisista cronico molto DIFFICILMENTE ammetterebbe di esserlo, perché è un essere vuoto che a livello di consapevolezza brancola ancora nel buio nel vero senso della parola. Dove non c'è luce significa che c'è oscurità, dunque il narcisista non vede se è totalmente immerso nel suo buio, mentre se c’è qualche crepa da dove potrebbe entrare un po' di luce (leggi informazione consapevole) questo si può illuminare, soltanto se lo desidera.
Ricordate che non tutti i narcisisti sono cronici o psicopati, non tutti sono degli esseri senza coscienza. Ogni modo tenete presente che il narcisista cattivo, quello psicopatico non ha rimorso, non ha empatia, né amore. E' privo di tutti quei sentimenti che costituiscono l'essere umano, di cui ha solo l'aspetto. Non fa altro che sabotare in tutti i modi e ogni istante qualsiasi rapporto (sentimentale in primo luogo), stando sempre ben attento a scaricarsi di ogni colpa. E' vile, è vigliacco, è un calunniatore, un bugiardo patologico, un traditore. Ogni difetto che ha è ai limiti estremi, se avete conosciuto un essere di questa portata si tratta del narcisista cronico da evitare assolutamente in quanto la relazione con una persona del genere è DISTRUTTIVA, TRAUMATICA E TOSSICA.
Il narcisista cronico è un essere malato di cattiveria, benché lui non si reputi affatto malato, anzi ai suoi occhi è il resto del mondo ad esserlo. Il suo unico scopo nella vita è distruggere sotto ogni aspetto l'altra persona dando l'illusione dell'amore e fingendosi vigliaccamente buono davanti ad altri. Lui si reputa perfetto e chi ama, chi perdona, chi da fiducia è semplicemente uno sfigato, un debole, uno stupido che merita di essere manipolato. Tutto quello che lui ostenta è pura simulazione, inganno perenne, lacrime da coccodrillo. Quando piange o è perché sta recitando come suo solito, o perché come un bimbo capriccioso non è riuscito ad ottenere quello che vuole. Il narcisista sadico conosce la differenza tra bene e male; quando compie un atto riprovevole, fa in modo che tutti ne vengano a conoscenza, stando ben attento però a cambiare i ruoli: la vittima DEVE diventare carnefice e il carnefice vittima!
Si sente onnipotenza, dio in terra, padrone assoluto dell'altra persona che considera appena come un oggetto, un giocattolo nelle sue mani. "Amore" e "Perdono" sono sentimenti divini... mentre la totale mancanza di questi è demoniaco, ecco perché un narcisista prova piacere nel recare sofferenza, umiliazione, nel raggirare... e poi sghignazza compiaciuto ammirando lo schifo che crea. Non fa altro che pugnalare in continuazione tutto e tutti. Non fa differenza tra l'amico, la partner e i genitori.
Alle volte in questi soggetti può anche manifestarsi una possessione demoniaca (controllo mentale da parte di entità maligne) perché sono così svuotati, talmente aperti al male che le entità trovano la porta aperta (vibrazione bassa) e non hanno alcuna difficoltà ad entrare nella loro mente, e in quei casi, oltre allo psicologo necessita anche l'esorcista.
Solo dopo anni ed anni di cura ininterrotta con un bravo psicologo potrebbe ammettere di avere qualcosina che non va e comunque sarebbe uno sforzo sovrumano e ammesso il caso che ciò avvenisse, dal "Narcisismo Perverso" purtroppo, non si guarisce!
L'unica cosa che è possibile fare è tenere questa patologia sotto controllo restando per il resto della vita sotto strettissima osservazione di uno specialista. Sì, certo... si può anche provar pena per questi soggetti, ma dopo aver fatto esperienza con un simile malato di cattiveria, è bene riprendere le redini della propria vita e tagliare definitivamente i ponti! Occorre capire che non cambierà, che in questa vita ha scelto di fare ciò, un po' come occorre riconoscere un serpente velenoso.
Molti di queste soggetti oltre che a distruggere l'esistenza di chi gli sta vicino, son destinati a mettersi in guai molto seri. Tuttavia, anche se dovessero farla franca in questa vita, c’è chi dice che nell'altra raccoglierrano i frutti del loro seminare proprio perché sono consapevoli di ogni loro singola azione, di come amano distruggere col sorriso tutto quello che toccano.
In ogni modo sia se si tratta di avere a che fare con individui narcisisti perversi cronici o meno è la consapevolezza che aiuta ad uscirne, a riprendere il proprio potere e la propria autostima! Ho una visione un pò diversa dalle solite, non considero le prede dei narcisisti malate,  sono anime che hanno scelto di fare quelle esperienze per acquisire dati, per espandersi, per poter addirittura in alcuni casi sistemare le distorsioni nei rapporti e poter creare relazioni sane.
LA FIAMMA GEMELLA NELLA MANIPOLAZIONE EMOTIVA
di Gabriela Balaj scritto il 20 giugno 2017
Nel corso di questi anni mi è capitato di ascoltare storie incredibili. Alcune di queste hanno tratti in comune, oggi voglio occuparmi di un classico, la fiamma che manipola.
Il manipolatore usa la maschera, e agisce molto spesso attraverso IL NON AGIRE, lo fa per condizionare l’altro ad esporsi, a fare ciò che non dovrebbe fare. Voglio specificare che il manipolatore USA LA VIOLENZA PSICOLOGICA, raramente la sua è una violenza fisica, al limite può diventare verbale, aggressiva.
Se la vostra fiamma è capace di restare completamente fredda, in totale silenzio punitivo e indifferente alle vostre sofferenze e richieste di dialogo per moltissimo tempo; se è una persona che si mostra fredda anche nei confronti di altre persone, sappiate che molto probabilmente si tratta di manipolazione. Questa persona vi manipola quando vi dice che vi ama ma poi si dilegua per giorni per poi ricomparire per richiedervi sempre molte attenzioni e conferme, per PRENDERE. Nei rapporti dove uno dei due usa la manipolazione non c’è mai equilibrio, ci sono picchi emozionali sia di euforia, estasi, sia di malessere e sofferenze.
Lo squilibrio, gli alti e i bassi, il rendervi impossibile poter creare progetti futuri sicuri, perché un giorno è disponibile e presente, e l’altro sparisce; tutto questo è atteggiamento tipico di manipolazione emotiva.
In parole più semplici il manipolatore affettivo tende a rendere l’altro (a) legato (a) a sè, tende a creare una dipendenza sessuale, affettiva, emozionale a sue favore, con sue regole e condizioni. Il manipolatore esige libertà, è convinto di sapere qual è il vostro supremo bene, quindi decide quando, come e in che modo darti attenzioni, solo esclusivamente attraverso il canale e la modalità imposta da se; e ricevere benessere quando decide e solitamente pochissimi minuti, poi si torna nello sconforto. Il manipolatore dice: io mi prendo la libertà che voglio, ma tu non osare a lasciarmi. Questo in sostanza il comportamento di chi vi manipola emotivamente.
La soluzione è riuscire a sganciarvi emotivamente da questo tipo di comportamento e riprendervi il potere pienamente. La prossima volta che vi lascia in sospeso, in ambiguità, nel dubbio e nell’incertezza, dovete essere forti(e) e fare le domande giuste: ponete le domande chiare e precise sul vostro futuro insieme, se vi risponde in maniera evasiva e vaga, lasciandovi insoddisfatti (e) insistete a fare ancora più chiarezza. Solo agendo con domande SICURE E PRECISE, dove vi deve rispondere con si o no, senza lasciare spazio al forse, vedremo, più avanti, ponete fine ad uno squilibrio che non nutre entrambe le parti. Chiedete come vede il vostro futuro fra tre mesi e fra 3 anni.
Chiedete e vi sarà dato!
Agite e cambiate ciò che funziona in maniera distorta !
TIPOLOGIE DI MANIPOLATORI
Nel suo libro "Come mi vuoi?", Robin Stern identifica e descrive tre tipologie di manipolatori emotivi al maschile, possono essere facilmente riportati anche al femminile, con le dovute modifiche:
• L'INTIMIDATORE: il suo stile è la minaccia/intimidazione basata sulla apocalisse emotiva. Quest’ultima può essere rappresentata da scenate a base di urla ed offese, da minacce di abbandono, da affermazioni aggressive e taglienti che hanno lo scopo di fare leva sulle peggiori insicurezze della vittima e di ferirla, dal mettere il broncio e chiudersi in un ostinato e colpevolizzante silenzio. La distanza emotiva e la profonda disapprovazione del silenzio sono a volte ancora peggiori delle urla, per le vittime. Alcuni di loro approfittano di situazioni in cui la vittima non può controbattere (es. cene, cinema e in generale situazioni di gruppo) per lanciare le loro stoccate e rendere il tutto ancora più terribile.
• IL SEDUTTORE: è difficilmente riconoscibile. Anzi all’inizio potrà sembrare decisamente il partner perfetto e potrà ingannare anche amici e parenti: sempre attento, gentile e premuroso, sempre pronto a sorprese romantiche e proposte piccanti. Il problema è che le sue proposte ed i suoi comportamenti non considerano i reali bisogni della vittima ma piuttosto sono finalizzate UNICAMENTE a soddisfare se stesso. Sembra che si prenda cura delle necessità dell'altro ma in realtà le azioni che sceglie sono dettate dal desiderio di soddisfare le proprie aspettative, la propria immagine di sé e i suoi bisogni. Non quelli del partner. Questi personaggi all’inizio sembran perfetti ma dopo un po’ di tempo accanto a loro, ci si comincia a sentire “non considerati”, non ascoltati, insomma del tutto soli. Questo particolare tipo di manipolatore reagisce alle proteste facendo sentire la vittima inadeguata e deludente o addirittura "pazza".
• IL BRAVO RAGAZZO: Anche questa figura disorienta la vittima, parenti, amici e tutti coloro che la conoscono poiché si presenta in maniera impeccabile: innamorata, affidabile, disponibile ed accondiscendente. Ma il terrorismo psicologico che mette in atto è estremamente subdolo e difficile da identificare nel breve periodo: si basa sull’accondiscendere verbalmente alle richieste della vittima, salvo poi adottare un comportamento caratterizzato da freddezza e scarsa partecipazione o disappunto silenzioso, accompagnato da parole che negano ciò che palesemente viene mostrato con i fatti. E’ sconcertante proprio perché a parole si mostra collaborativo, mentre con i fatti boicotta gli interessi e i desideri della vittima, ovviamente attribuendone a lei la responsabilità.
Se avete finito questo articolo nel vostro profondo sapete perché. Ora ascoltate ciò che la vostra anima vi sussurra!

Buona Nuova Vita nella Nuova Energia Oro.
















Buona consapevolezza a tutti.

lunedì 21 maggio 2018

12 livelli di coscienza dell’anima

Esiste solo la luce e la mancanza di luce ovvero l'ombra, bene e male sono amore e assenza d'amore, sono arrivata a tale discernimento più di 8 anni fa, a dire la verità già dal 2000 con lo studio del feng shui ebbi modo di capire come stanno le cose. Yin e Yang 88 Segreti FengShui, il primo mio manuale spiega questi concetti, il bene ed il male sono complementari, luce e ombra danzano costantemente e tutto muta, continuamente.
...Un vero ricercatore studia e applica prima di tutto su se stesso una cosa, prima di dare per scontato che quella sia una cosa che funziona con certezza.
Un vero risvegliato guarda attentamente e analizza tutto, cercando di capire in profondità le ragioni nascoste dietro a certe date situazioni, prima di dare per scontato che una certa situazione sia proprio così come si presenta nelle sue prime apparenze.
Un vero saggio mette alla prova il discepolo e osserva a 360 gradi tutti i suoi comportamenti prima di dare per scontato e annunciare che quel discepolo è puro, fedele e in buona fede.
Chi può e vuol capire, telepaticamente capirà.
Il male e il bene non combattono, chi combatte sta dalla parte del male, sempre, quindi non è luce autentica!
Questa che segue è una mia teoria, un mio spunto di riflessione a cui ho meditato molto. La presento come tale, senza avere pretesa di verità o altro. Prendetela come una semplice TEORIA.
Secondo me esistono dodici livelli di consapevolezza per l'anima dell’essere umano che corrispondono a 144 vite qui sulla terra. Per ogni incarnazione l'uomo cresce nel senso di ampliare la sua Luce, la sua consapevolezza aumenta e supera dei livelli. Non ci può essere una regressione, così come un seme non può rimpicciolirsi e un bambino non può che crescere e diventare maturo. E dunque la teoria del reincarnarsi in animali se ti comporti male cade, e cadono un sacco di altre teorie religiose sui sensi di colpa, libero arbitrio e sul karma. Il vantaggio di avere raggiunto un alta vetta di consapevolezza è che si può sempre fare finta di volare bassi. Un buon livello ti consente di vedere sia la luce che l’ombra, accettare ma non capire tutto. Un alto livello ti premia con la leggerezza di essere in grado di sorvolare in quanto hai la certezza di essere il creatore di ciò che vuoi sperimentare nel tuo mondo compresa la tua cerchia di anime. Quando hai raggiunto l'ultimo livello sperimenti la così detta illuminazione che arriva in modo automatico. In molti sono a tale livello. E’ il livello dove comprendi PER SPERIMENTAZIONE DIRETTA L’UNITA’. Da quel livello non hai più zone d’ombra perché appunto sei stato riempito di vera luce, chiamatela spirito santo o qualsiasi altra parola è uguale. Riconosci coloro che sono arrivati al livello alto solo se lo hai raggiunto, ognuno vede solo sino a dove è pronto di vedere. Tipo se tu hai raggiunto solo il livello 3 e un altro è al 11 livello, quando quest'ultimo ti parla per te sembra arabo, ti appare come un essere matto. 
Gesù Cristo parlava dal dodicesimo, ecco perché  ancora oggi molti non comprendono le sue parole. I primi quattro livelli corrispondono alle frequenze delle vibrazioni basse basate solo ed esclusivamente sulla paura e i suoi derivati come la  rabbia, l'odio, le violenze, le sofferenze. I seguenti quattro corrispondono alle vibrazioni medie dove trovi sia emozioni derivate dalla paura, sia dall’amore, una sorte di arco di coscienze “prudenti” che si sentono altalenanti tra il bene ed il male, tra amore e sofferenza, spesso ai bivi. Gli ultimi quattro sono corrispondenti a delle vibrazioni alte cioè amore e i suoi derivati come la pura compassione, accoglienza, accettazione, entusiasmo, estasi. Chi si trova nelle vibrazioni basse non va d'accordo con gli ultimi, spesso li odia e perseguita senza motivo, soltanto perché questi proiettano la loro luce su di loro e dunque illuminano le loro bassezze, tirando fuori da loro le peggior cose. Ogni modo chi E' arrivato nel dodicesimo raramente si vanta di esserlo, lo puoi capire osservando addirittura i suoi occhi. Chi E’ secondo me non te lo dirà mai, anzi spesso e volentieri fa finta di essere come te.

...SEGUE NEL LIBRO CHE SCRIVO
💙 Gαbriєℓα Bαℓαj A U T R I C E Libera. Blogger Creativa. Consulente Feng Shui

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giovedì 22 marzo 2018

Reiki significa energia degli spettri. Crisi significa Bivio. Vi hanno ingannato


Vi hanno mentito, ingannato e manipolato con il cinese ed il giapponese! Significati delle parole reiki e crisi.
“CRISI” IN CINESE SIGNIFICA BIVIO, MOMENTO CRUCIALE
E’ noto e diffuso il concetto di crisi come combinazione di due ideogrammi cinesi tradotte come “pericolo” e  “opportunità”, concetto diffusissimo in ambiti PNL, networking, crescita personale ecc. Tuttavia ciò non rispecchia il vero, è frutto di una traduzione erronea! Il carattere “crisi” in cinese non include l’opportunità ed è pertanto un concetto abbastanza negativo esattamente come in italiano, inglese, spagnolo, tedesco, romeno e probabilmente in molte altre lingue.
Infatti, il carattere cinese “crisi” (wēijī) è composto da 2 sillabe scritte ognuna con un carattere diverso, wēi () e jī (/), rispettivamente:
la sillaba jī di wēijī non significa affatto “opportunità”, bensì “momento cruciale”, ossia ‘quando comincia o cambia qualcosa’.

Va aggiunto che, se si combina la sillaba jī con altri caratteri, questa può acquisire centinaia di significati secondari, ma solo quando è parte di termini multisillabici. Effettivamente, se si aggiunge questa sillaba a huì -“occasione” otteniamo la parola cinese jīhuì, che sì significa “opportunità”. Tuttavia, non si può dire lo stesso della sillaba jī da sola o combinata con wēi (di wēijī - “crisi”).
La fonte delle considerazioni qui esposte è un articolo di Alessandra Vita che si basa su uno scritto (in inglese) da Victor H. Mair, autorevole esperto della lingua cinese che conclude così:
<<chiunque voglia continuare a diffondere la teoria potenzialmente dannosa e assolutamente fallace secondo la quale “crisi” = “pericolo” + “opportunità”, è gentilmente pregato di non dare la colpa al cinese.>>

L'errore pare sia scaturito proprio nel confondere la lingua giapponese con la lingua cinese. Infatti, in giapponese la parola /kiki/ 危機 esiste e vuol dire "crisi, situazione di pericolo". Il primo kanji vuol dire "pericolo", per; il kanji , da solo, ha l'accezione di "opportunità, occasione". Dunque, riassumendo, la combinazione dei due caratteri significa "situazione di pericolo" sia in cinese che in giapponese, ma il kanji in giapponese vuol dire "opportunità". Quindi, chiunque abbia divulgato questa traduzione errata dal cinese, abbia fatto una grande confusione tra due sistemi linguistici diversi (seppur legati storicamente)!
In effetti un 'momento cruciale' è uno stato di CRISI, un bivio e dunque né positivo né negativo, bensì è il punto da cui è possibile prendere una scelta. Nella stessa etimologia italiana della parola 'crisi', troviamo la derivazione dal verbo greco κρίνω, krino, ovvero "cernire=discernere, separare, distinguere, scegliere": azione che in modo simile ha in sé l'idea di un bivio.



  “ REIKI” IN GIAPPONESE SIGNIFICA ENERGIA DEI DEFUNTI                                                                         
Felis Catus scrive in questo documento di cui vi lascio il link :
“Infatti, gli ideogrammi giapponesi usati nella scrittura “ kanji” sono (all’origine e di norma) gli stessi che adoprano i cinesi, ma l’uso della lingua e le diverse tradizioni storiche hanno differenziato i significati. I suddetti cinesi, dopo aver discusso a lungo fra di loro, hanno pronunciato tale espressione come
“Ling­Chi”, dove “Chi ” (pronuncia “ ci”) vale per “ KI”, ovvero energia spirito, soffio vitale ecc. e “Ling” che sarebbe l’ anima del defunto e starebbe per “REI”. Ma in verità il corrispondente ideogramma cinese di suono “ Ling”  è diverso da quello giapponese che indica “Rei”. Nel dizionario cinese non si trova un ideogramma proprio esattamente corrispondente a quello di “Rei”, che con tutta probabilità è un kanji di costruzione prettamente giapponese. 
  Tuttavia, restando nello stretto ambito della lingua giapponese donde ha origine tale espressione, è da notare che lo stesso ideogramma “ Rei”, associato all’ ideogramma “En”, REIEN, significa “Cimitero”, (per tradizione il luogo più adatto per  svolgere certi rituali...) Ad ulteriore conferma, la parola REIKAI significa “Mondo dei Defunti”, “Regno dei Morti”.
L’ ideogramma “ REI” è lo stesso. Ora ci chiediamo: se REI­EN significa “Cimitero”, ovvero “Gi ardino dei Defunti”, se REI­KAI significa “Regno dei Defunti”. Allora, PERCHÉ “REI­KI”
(ove l’ideogramma “REI” è il medesimo) deve significare “ Energia dell’Universo” ? Infatti il termine “ Universo” in lingua giapponese, come si può ben vedere, è rappresentato da tutt’ altro ideogramma, il quale si pronuncia UCHŪ. Dunque energia dell’U niverso si dice “ UCHŪKI”, unendo gli ideogrammi “ UCHŪ” e “ KI”.
Dunque, in realtà, l’espressione “ REI­KI” significa “ Energia dei Defunti...”
Ulteriore conferma ci arriva da un altro interessante blogger il quale scrive "che la vera traduzione della parola Reiki era "ENERGIA DEI MORTI". Innanzi tutto tutti gli esperti del settore dicono che il Reiki è l'energia dell'universo, se provate ad informarvi in giro sul significato letterale: REI vuol dire SPETTRO, REIKAI è il MODO DEGLI SPETTRI, REIGYOO vuol dire BARA, e REIGYOOSHA è il CARRO FUNEBRE.
E' comunque vero che in Giappone gli spettri possono avere un significato meno oscuro che da noi, perché c'è il culto degli antenati, che vengono venerati e aiutati dalle preghiere dei lori discendenti ancora in vita.
Viene offerto loro del cibo, luce delle candele, incenso, aromi e preghiere. Se tra gli antenati vi è qualche spirito evoluto, può essere che il parente che a loro si collega ottenga, per se o per gli altri, dei benefici nelle attività taumaturgiche. Questo perché sono i "tuoi spettri" a cui chiedi aiuto, i tuoi parenti insomma.
Ma se con rituali di cui non conosci il significato, ti colleghi al mondo degli spettri e chiedi aiuto con simboli che non padroneggi, trovi milioni di spettri desiderosi di "attaccarsi" a te, per darti sollievo fisico in cambio della tua energia vitale.
Non importa che tu sia convinto di essere sostenuto dall'universo, il mondo oscuro si sostiene per mezzo dell'inganno, praticamente dall'inizio dei tempi.
Per darti dipendenza dalla pratica, un aiuto te lo danno anche, in modo che tu sia invogliato a collegarti a loro. Il prezzo però è la pace interiore, che gli spettri non hanno e che l'operatore perderà per sempre se continua a collegarsi.”
Anni fa ho chiesto anche io ad alcune persone che hanno amici in Giappone e avuto la conferma che la parola descrive un qualcosa di gelido, di freddo (… l’energia vitale dell’universo è gelida?), quindi viene associata e usato come nome azienda per chi lavora nell’ambito degli elettrodomestici come frigo, congelatori, condizionatori, climatizzazione ecc. Un interessante intuizione mi era arrivata dall’ analizzare la sillaba RE che guarda caso la troviamo molto frequente in quasi tutte le pratiche di meditazione con i mantra orientali oltre che nell’antica mitologia egizia. L'etimologia del termine Re è da ricondursi al latino rex, che deriva sia dal verbo latino regere,  con il significato di  governare, che dal sanscrito rags con il senso di risplendere, essere illustre (troviamo analoga radice in raggio). Per cui, nella sua accezione originaria, il Re non è soltanto colui che si limita a governare ma anche "colui che risplende" che illumina la sua nazione.
HA-RE KRISHNA – IL SUPER MANTRA DEL DIVINO
, noto anche nella forma Ra è una divinità egizia appartenente alla religione dell'antico Egitto, dio sole di Eliopoli. A partire dalla V dinastia (2510 a.C. - 2350 a.C.) divenne una delle principali divinità dell'Egitto, identificato principalmente con il sole di mezzogiorno.
Persino di Gesù Cristo si dice che è il RE dei RE.
Tuttavia qualsiasi maestro REIKI vi dirà che chiunque può praticare reiki, che le traduzioni sono errate, che queste confutazioni non sono vere, che siamo noi a voler vedere sempre il negativo e il pericolo dove non c’è, e che il praticante allievo od esperto reiki si collega all’energia pulita e positiva dell’universo e non agli spettri, o alle varie entità girovaganti nel “Regno dei Defunti”. Il mio punto di vista riguardo alla pratica che non ho mai seguito è semplice, secondo me tutto dipende dall’operatore che io paragono ad un bicchiere che deve necessariamente essere ben pulito. Penso che il 99% dipenda da chi ti da il reiki e come ti sta preparando, iniziando a tale pratica. Mi spiego meglio, se l’operatore non ha effettuato una vera propria pulizia e un vero lavoro interiore su sè stesso, che può durare effettivamente anni, non certo qualche mese, lui ti fa da canale, da antenna e sicuramente si collegherà agli spettri e alle entità e podesta dell’aria negative e non certo agli angeli. Si va in risonanza solo con ciò di cui siamo emettenti, ecco perché sconsiglio il fai da te e i corsi e corsetti di fine settimana senza accompagnare ciò da un lavoro serio di purificazione. Dalla propria purezza mentale, fisica ed emozionale dipende tutto, quindi la mia riflessione - domanda è: quanti sono veramente degni di chiamarsi maestri reiki? La stessa domanda vale anche per tutti gli sedicenti  “maestri”, “guru”, “padri”, “don”, “esperti” e “guaritori” ecc. che “giocano con l’energia vitale ”…  
💙 Gαbriєℓα Bαℓαj
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domenica 4 marzo 2018

La Coppia Sacra e l'adulterio

© COPYRIGHT 2018
LA COPPIA SACRA E’ LA COPPIA CREATA IN ORIGINE DA DIO, LA COPPIA DI FIAMME GEMELLE
“Quello che Dio ha aggiogato insieme l’uomo non lo separi” (Matteo 19:6)
La coppia sacra è là dove si crea la PACE, l’amore, la GRAZIA, il sentirsi A CASA, il rispetto, il benessere, l’unione, l’armonia, la gioia assoluta, il senso di pienezza totale ecc. La coppia sacra è assolutamente complementare. La coppia sacra è quando i due diventano una sola carne, il chè significa moltissima telepatia, significa che se la tua fiamma digiuna, tu senti la sua fame a distanza di kilometri; se la tua fiamma prova una forte sensazione o una forte esperienza positiva o negativa, tu senti a distanza tutto; significa che senti l’odore della tua fiamma a distanza, senti i suoi stati d’animo, i suoi malesseri, i suoi gusti, i suoi sigari ecc. ecc…
 Quanti di voi sentendo la voce della propria fiamma si sono sentiti completi, in totale benessere, a casa?
Quella è la coppia sacra!
Ma se uno oppure entrambi s’incontrano quando sono già impegnati in un matrimonio terreno? Che cosa si deve fare? I due non si devono unire o vivere perché diventano “adulteri”? La risposta precisa la troverete nel mio libro FIAMME GEMELLE.
GESÙ CRISTO SUL MATRIMONIO E DIVORZIO
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla” …vedi Vangelo di Marco 10, 2-16
Gesù viene coinvolto in un dibattito sul matrimonio. Si discuteva, infatti, tra i diversi studiosi della bibbia, i rabbini, e le loro varie scuole rabbiniche. Tutti si rifacevano al testo di Deuteronomio 24, 1-4. “Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito – dice il testo del Deuteronomio – se poi avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa”. Il testo resta vago per cui tutti si impegnavano a spiegarlo e soprattutto a precisare i motivi eventuali del divorzio. Le scuole rabbiniche andavano da posizioni rigoriste (era necessario una infedeltà comprovata) a posizioni molto larghe che concedevano il divorzio per motivi molto futili (bastava un incidente anche involontario). E’ evidente che in questo ambiente qualsiasi risposta avesse dato Gesù poteva essere contestata da qualcuno. Per questo la domanda è un tentativo di “mettere alla prova” Gesù. Gesù non prende posizione nel dibattito. Va invece alla radice, come è sua abitudine, riportando tutto alla volontà di Dio. Chiedendo che cosa ha ordinato Mosè, infatti, è come se chiedesse: quale è il progetto di Dio sul matrimonio? Mosè infatti ha permesso il divorzio “Per la durezza del vostro cuore”. Il termine durezza di cuore, tradotto alla lettera, significa la sclerosi del cuore: il cuore degli ascoltatori di Gesù si è come mineralizzato, ha perso l’elasticità necessaria per pulsare. Dunque Dio ha dovuto “prendere atto” della durezza del cuore degli israeliti. Ma, appunto, quale era il suo progetto originario sul matrimonio, sull’amore dell’uomo e della donna? La volontà di Dio è questa: la sessualità è, anzitutto, buona, l’uomo e la donna sono fatti da Dio come l’uno necessario per l’altra. Dio vuole che siano una carne sola. Quindi, precisa Gesù, l’amore dell’uomo e della donna sancito dal matrimonio e voluto da Dio, non si può sciogliere: l’uomo, di conseguenza, non divida quello che Dio ha congiunto.

Nella lettera di Paolo agli Efesini è scritto: “Chi ama sua moglie ama sè stesso. Poiché niuno ebbe mai in odio la sua carne; anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la Chiesa, poiché noi siamo membra del suo corpo. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e s’unirà a sua moglie, e i due diverranno una stessa carne. Questo mistero é grande; dico questo, riguardo a Cristo ed alla Chiesa”, ma nella Vulgata la parola greca mysterion che significa mistero é stata tradotta con la parola latina sacramentum. E così i Cattolici romani, siccome che Paolo ha rappresentato l’amore che un marito deve avere verso la propria moglie con l’amore che Cristo manifesta verso la sua Chiesa che è il suo corpo, aiutati dalla parola sacramentum hanno fatto diventare il matrimonio un sacramento.
Questa è un’ulteriore prova di quanto possa influire negativamente sia la cattiva traduzione e sia la cattiva interpretazione di un solo termine della Parola di Dio!
Per quanto riguarda poi il fatto che essi dicano che il matrimonio conferisca una particolare grazia a chi lo contrae non è vero perché secondo la Scrittura il matrimonio in sé stesso, non avendola, non conferisce la grazia di convivere santamente e di allevare cristianamente i figli.
Se il matrimonio è un sacramento, come i teologi papisti dicono, come mai la chiesa romana lo vieta ai preti? La risposta è: ai preti il matrimonio non conferirebbe nessuna grazia! Ma non è forse questa una delle tante contraddizioni in cui cade la curia romana interpretando a suo piacimento la Parola di Dio?
In Efesini 5:28 si legge: “I mariti devono amare le loro mogli come i propri corpi”.
Poco prima di dare una moglie al primo uomo, Dio disse: “Non è bene che l’uomo stia solo. Gli farò un aiuto, come suo complemento” (Genesi 2:18). Un complemento è una cosa che si aggiunge a un’altra per completarla o perfezionarla. Quindi Dio creò la donna non perché fosse uguale all’uomo o si mettesse a competere con lui, ma per essere il suo complemento. Insieme avrebbero potuto assolvere il compito che Dio aveva dato loro di avere figli e riempire la terra della loro progenie (Genesi 1:28).
Per mettere la donna in condizione di assolvere il suo incarico, Dio le diede caratteristiche fisiche, mentali ed emotive adatte. Quando usa queste caratteristiche in modo saggio e amorevole, la donna contribuisce in modo concreto alla riuscita del matrimonio, permettendo al marito di provare soddisfazione con la certezza di essere amato. Agli occhi di Dio, una donna di questo tipo è degna di lode. (Proverbi 31:28, 31).
...SEGUE NEL LIBRO CHE SCRIVO
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giovedì 1 marzo 2018

Il simbolo delle Fiamme

© COPYRIGHT 2018
IL SIMBOLO DELLA TERZA ENERGIA CREATA DALLE FIAMME GEMELLE

Due fiamme gemelle un giorno litigano e decidono di separarsi definitivamente. Con immenso dolore quella notte la donna riesce ad addormentarsi soltanto verso le quattro del mattino. Fa un sogno lucido dove si sente effettivamente prelevata da una forza superiore e trasportata da lui. Accade tutto in pochissimi secondi, le viene detto che è necessario riconciliarsi e subito avviene l’unione sottile. In quel momento la donna prova uno stato di immensa beatitudine e pace e visualizza loro due, sono simili al grande simbolo conosciuto come caduceo, due energie che si uniscono, due serpenti bellissimi color oro. Da quel momento i due sono divenuti uno... 

Il Caduceo è uno dei simboli più antichi della storia dell’umanità, comune a civiltà diverse, lo troviamo ovunque.
Il termine caduceo deriva dal greco Karkeion (araldo, messaggero) e rappresentava il simbolo di Ermes o Mercurio, messaggero degli dei, che lo esibiva come simbolo per dirimere le liti. Ma prima che a Mercurio, il magico bastone venne attribuito come emblema a Ermete Trismegisto, mitico progenitore dell’arte magica tradizionale, intesa come sintesi del sapere universale in ogni sua applicazione: medicina, legge morale, filosofia, religione, scienze naturali, matematica, etc. Il mito di Ermete risale alla più remota civiltà egizia, ripreso poi dalla mitologia greca che ne trasse il dio Hermes poi divenuto Mercurio con i Romani.
Omero nell’Iliade (canto XXIV) descrive così l’uso che fa  Hermes del Caduceo: “La bacchetta mediante la quale il dio incanta al suo piacere gli occhi dei mortali o sveglia coloro che dormono. Negli Inni omerici (III,529) il caduceo ermetico è detto “aureo”,  ed ha la virtù di fascinare gli occhi dei mortali e di addormentarli, di attrarre i morti dagli inferi, di cambiare in oro gli oggetti toccati. È simbolo di prosperità e di pace anche presso i Romani.
Di questo simbolo si parla anche nella bibbia sempre con il nome di “Caduceo” come bastone di Aronne fratello di Mosé.
In lingua greca vuol dire “araldo di pace”. Ancora oggi il pastorale degli archimandriti, che è a forma di T, termina con due serpenti che si affrontano, talvolta sormontati da una croce.
Una interpretazione fuori dal coro ma che vale la pena di considerare rispetto alla simbologia del caduceo la troviamo  nel concetto di terza forza. I due serpenti rappresentano le due forze contrapposte che generano la terza forza e il caduceo è il mezzo in grado di intercettarla. Questa energia che sembra nascere spontaneamente dal nulla, che sembra  quindi avere una valenza  divina,  ha affascinato i popoli antichi e ha fatto nascere la mitologia legata ai poteri del caduceo.
Secondo la tradizione ebraica il “verme divino” era considerato un attrezzo di origine celeste; raramente veniva affidato agli umani; ad essi il Signore “dovette trasmettere saggezza e conoscenza perché fossero in grado di eseguire i lavori”. Di esso il trattato Abot, che fa parte del Talmud babilonese, ci dice che fu creato da Dio nei sei giorni della creazione del mondo e che venne portato dal cielo agli uomini dal “guardiano del cielo Ashmedai” (un Vegliante poi demonizzato con il nome di Asmodeo), e che Mosè lo utilizzò nel deserto per costruire l’Efod, il pettorale di Aronne (munito dei misteriosi Urim e Tummim di cui si parla nel secondo capitolo).
Lo Shamir era custodito nel Tempio di Gerusalemme (e prima, prevedibilmente, nell’arca dell’alleanza); secondo lo Zoar, spaccava e tagliava ogni cosa, tant’è che “per la costruzione del Tempio di Gerusalemme, grazie al suo utilizzo, durante i lavori, non si udì rumore di martelli, scalpelli, picconi o di altri utensili (1 Re 6,7 e Talmud babilonese). Come un moderno strumento laser, effettivamente, non produceva rumore; adoperato per tagliare e forare, se ne conoscevano di diverse grandezze. Re Salomone ne cita uno piccolo “come un chicco di grano”. Questa tecnologia rivoluzionaria andò peraltro perduta. Nel trattato Mishnajot si dice che “quando il Tempio di Gerusalemme fu distrutto, lo Shamir sparì…”.
 SEGUE NEL LIBRO CHE STO SCRIVENDO
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